Titolo: “La signora di Wildfell Hall”
Autore: Anne Brontë
Genere: Classico
Editore: Newton Compton Editori
Collana: MiniMammut
Traduttore: Martina Rinaldi
Prezzo: 4,90 euro
Pagine: 380
Trama
L’arrivo della vedova Graham nell’isolata e cadente dimora di famiglia, sperduta nella campagna inglese, è un evento per la piccola comunità di Wildfell Hall. Avvenente e ritrosa, la donna ha deciso di mantenere il massimo riserbo sul proprio conto, dedicandosi solo alla pittura e alle cure del piccolo figlio Arthur. Il suo atteggiamento dimesso, però, altro non fa che dare la stura a pettegolezzi e dicerie, e persino Gilbert Markahm, il giovane gentiluomo di provincia che dà la voce al romanzo, finisce per prestare credito alle malevole voci su di lei e rinuncia alla sua amicizia. Quali tremendi segreti nasconde Helen Graham? Direttamente dalle pagine del suo diario apprendiamo la sua travagliata e torbida storia: una storia che fa di lei un esempio di coraggio e determinazione, una vera e propria femminista ante litteram, un modello di forza d’animo e di indipendenza, ancor più rivoluzionario nel 1848, anno in cui fu pubblicato il romanzo, ma di grande attualità anche oggi.
Recensione
“Ho idea che ci siano ben pochi uomini al mondo che mi piacerebbe sposare , e di questi pochi ci sono dieci probabilità contro una che io ne conosca mai nessuno. E nel caso, venti probabilità contro una che non sia celibe o che non si innamorerà mai di me.”
Il romanzo è ambientato in epoca Vittoriana. Ha una prosa incantevole, ricca e scorrevole. La narrazione è particolarmente originale, perché oltre ad essere coinvolgente è composta dall’innesto di un diario, in cui la protagonista dà voce alla propria condizione e alla propria sofferenza. Si svolge in due archi temporali diversi, che si alternano durante il corso della lettura. L’autrice, Anne, la più giovane e la meno conosciuta delle sorelle, ha un approccio più femminista e più coraggioso (nonostante l’epoca). Il linguaggio è molto semplice ed esplicito, nonostante la complessità dei temi trattati. Il tema dominante è la quotidianità del matrimonio e la brutalità dell’alcolismo dal punto di vista psicologico. L’autrice va oltre un amore fatto di semplici sguardi e sospiri, lasciando spazio alla cruda realtà. Quando il fascino esteriore cade e lascia spazio all’egoismo, al vizio e all’autoindulgenza. Così qualsiasi donna finisce per ritrovarsi imprigionata in una vita coniugale infelice e che non le appartiene. Se non fosse venuta a mancare così presto, Anne Bronte ci avrebbe riservato delle bellissime sorprese nei suoi scritti.
C’è sempre un “ma” in questo mondo imperfetto.




