Potrebbe essere una cattedrale nel deserto e in effetti da un punto di vista gastronomico lo è. Il nuovo ristorante Sikaia nasce in un contesto dove la ristorazione si è fermata agli anni novanta: Terme Vigliatore. Eppure il livello complessivo viene alzato e anche tanto grazie a questo nuovo locale che parla gourmet ma anche siciliano.
La proposta di fine dining va ben oltre una cucina gourmet grazie alla bravura dello chef Mariano Milicia, vecchia conoscenza del Tirrenico (di ritorno dalla sua esperienza pugliese nella masseria di Bruno Vespa) ed esperto conoscitore della materia prima. Un menù corto, a base di pesce, dove troviamo i capisaldi dei ristoranti stellati: la beurre blanc – salsa francese a base di burro vino bianco e scalogno – i tenerumi, gli estratti dei pomodori, le rialzate per le amuse bouche, la maison glass e tutto l’arredamento puntano a un livello alto di ristorazione. Una bellissima scoperta con un ampio giardino su due livelli, una sala completamente rinnovata in stile industrial vintage, luci calde e accoglienza di alto profilo grazie anche a una drink list internazionale curata nel dettaglio.
Filetto di ricciola in diverse consistenze accompagnato da salicornia e salsa di beurre blanc appunto, ostriche arricchite da salsa mignonette (a base di vino bianco e scalogno tritato), salumi di pesce in entrata e una cantina che parla siciliano grazie a Murgo.
Il primo contatto con questo nuovo ristorante è già da Tavola Rossa e può solo migliorare visto il livello di fine dining a cui si punta. Prova che investire in una direzione specifica e con persone competenti porta un progetto gastronomico verso la calata del successo.
A cura di Santi Cautela
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