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Barcellona, caso false polizze rinviati a giudizio i tre indagati

Cade l’accusa di associazione a delinquere per i tre indagati nell’inchiesta “GHOST INSURANCE” sulle cosiddette polizze fantasma. Il gip del tribunale di Barcellona Giuseppe Sidoti, nel disporre il rinvio a giudizio per Giuseppa Benvegna, 44 anni; Rosalia Benvegna, 47 anni e Nino Currò, 52 anni. E’ stata accolta l’istanza di scarcerazione presentata dai difensori di Currò, gli avvocati Paolo Pino ed Alberto Gulino.

 

Il motivo della scarcerazione

Ad indurre il giudice ad accettare la richiesta sono stati due elementi. Il venir meno delle esigenze cautelare, dopo la conclusione della fase istruttoria. Ha tenuto conto della perizia di parte che avrebbe accertato l’insussistenza delle accuse mosse da una delle due imputate nei confronti di Currò in merito ai rapporti pregressi intercorsi tra i due. Il giudice sottolinea nel provvedimento di scarcerazione, come la consulenza di parte prodotta dalla difesa ha accertato, che non vi erano files realizzati sui supporti informatici del Currò.

 

L’attenuante

L’attenuazione delle posizione probatoria a carico di Currò per il momento ha fatto venir meno il reato associativo, che comunque sarà valutato in fase dibattimentale davanti al collegio penale del tribunale di Barcellona, davanti a cui si dovranno presentare i tre imputati. Da qui scaturisce il provvedimento di scarcerazione per tutti in attesa dell’esito del processo, che a questo punto dovrà valutare i singoli episodi contestati nell’ordinanza emessa nel gennaio scorso su richiesta della Procura della Repubblica di Barcellona Pozzo di Gotto ed eseguita dal personale del locale Distaccamento della Polizia Stradale, coordinato dal dirigente Sandro Raccuia, e dai militari della Stazione Carabinieri di Barcellona.

 

L’accusa

Secondo l’accusa i tre imputati avrebbero sottratto denaro a proprietari di autovetture i quali, purtroppo, erano inconsapevoli del rischio che correvano e dei pericoli che avrebbero potuto procurare ad altri utenti della strada. In alcuni casi, questi stessi proprietari dei veicoli sono stati anche destinatari di sanzioni per violazioni al codice della strada, poiché “scoperti” di polizza assicurativa con il relativo sequestro del veicolo, perchè esibivano contrassegni e contratti assicurati poi risultati falsi.

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