Nel cuore delle Madonie c’è un paese in cui la Sicilia sembra procedere a un ritmo diverso. È Collesano, borgo dell’entroterra palermitano circondato da montagne e boschi, dove l’autunno porta con sé temperature più miti, colori intensi e quell’atmosfera raccolta che invita a riscoprire i piccoli centri lontani dai principali circuiti turistici.
La sua posizione permette di abbinare natura, storia e tradizioni in una sola giornata, anche se vale la pena concedersi più tempo per esplorarlo. Collesano si trova infatti in un territorio che conserva testimonianze di epoche differenti, dall’età islamica alla dominazione normanna, fino alle grandi famiglie feudali che hanno segnato per secoli la storia delle Madonie.
Una storia che attraversa più di mille anni
Le origini di Collesano conducono molto indietro nel tempo. Le fonti medievali testimoniano l’importanza dell’area già durante la presenza islamica in Sicilia, quando l’insediamento era conosciuto con un nome riconducibile a Qal’at as-Sirat. Successivamente furono i Normanni a imprimere una svolta decisiva alla storia del territorio.
Durante il Medioevo il centro acquistò progressivamente importanza e il suo sviluppo fu legato anche alla nobiltà siciliana. Tra le famiglie che lasciarono un’impronta particolarmente significativa ci furono i Ventimiglia, protagonisti per lungo tempo della storia delle Madonie.
A raccontare questa stratificazione rimangono oggi le strade del centro storico e soprattutto i resti del castello medievale. Dell’antica fortificazione non è sopravvissuto l’aspetto originario, ma le sue rovine rappresentano ancora uno dei simboli della lunga vicenda del paese. Passeggiando nel borgo, tra edifici in pietra, vicoli e scorci sulle montagne, è facile comprendere perché Collesano conservi ancora un’identità così legata al proprio passato.
Chiese e opere d’arte nel centro storico
Una delle tappe principali è la Basilica di San Pietro, la Chiesa Madre di Collesano, costruita nel XVI secolo e preceduta da una scenografica scalinata. Al suo interno si conserva un patrimonio artistico che testimonia l’importanza raggiunta dal centro nei secoli passati, con dipinti, sculture e decorazioni legate alla grande tradizione artistica siciliana.
Tra gli artisti presenti nel patrimonio religioso locale figura anche Gaspare Vazzano, conosciuto come lo Zoppo di Gangi. Altre testimonianze importanti si incontrano nella Chiesa di San Domenico e nella Chiesa di Santa Maria di Gesù, dove sono custodite opere riconducibili ad alcuni dei nomi più significativi della scultura siciliana.
Ma l’identità culturale di Collesano non passa soltanto attraverso chiese e monumenti. Il paese è conosciuto anche per una lunga tradizione nella lavorazione della ceramica, sviluppatasi nei secoli con caratteristiche proprie. Forme, smalti e tonalità hanno contribuito alla nascita di una produzione immediatamente associata al territorio e ancora oggi portata avanti dagli artigiani locali.
Dalla Targa Florio ai sentieri delle Madonie
C’è poi un capitolo della storia di Collesano decisamente più recente e rumoroso. Le strade che attraversano queste montagne sono indissolubilmente legate alla Targa Florio, la celebre competizione automobilistica ideata da Vincenzo Florio e disputata per la prima volta nel 1906.
Collesano era uno dei luoghi simbolo del circuito delle Madonie e ancora oggi conserva questa memoria attraverso il Museo della Targa Florio, dove fotografie, documenti e cimeli raccontano un’epoca in cui alcuni dei più grandi piloti attraversavano a tutta velocità i paesi siciliani seguiti da migliaia di spettatori.
Fuori dal centro abitato cambia nuovamente lo scenario. Il territorio di Collesano è una delle porte d’accesso al Parco delle Madonie, uno dei grandi patrimoni naturalistici della Sicilia. Qui boschi, rilievi e sentieri permettono di organizzare passeggiate ed escursioni di diversa difficoltà. Proprio l’autunno è uno dei periodi più suggestivi per esplorare questi paesaggi, quando il verde lascia spazio alle sfumature più calde della stagione.
Perché visitare Collesano in autunno
Visitare Collesano significa soprattutto scoprire una Sicilia diversa da quella delle grandi città d’arte e delle località balneari. In autunno, quando diminuisce il flusso dei visitatori sulla costa, l’entroterra torna protagonista e invita a un turismo più lento. Una giornata può iniziare passeggiando nel centro storico, proseguire tra chiese e botteghe artigiane e terminare con un’escursione nelle Madonie o con una sosta dedicata ai sapori del territorio. Palermo dista poco più di un’ora d’auto e anche la costa settentrionale della Sicilia rimane facilmente raggiungibile.
È proprio questa combinazione a rendere Collesano interessante: un borgo in cui Medioevo, artigianato, natura e memoria della Targa Florio convivono nello spazio di pochi chilometri. E quando le Madonie iniziano a cambiare colore, il paese mostra forse il suo volto più affascinante, quello di una Sicilia interna che non ha bisogno della folla per raccontare la propria storia.
A cura di Elina Sindoni
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