Da millenni arroccato sulla punta occidentale della Sicilia si erge Erice, borgo medioevale che tra leggende, miti e tradizioni ci racconta, meglio di un libro di storia, la Sicilia attraverso tutte le sue dominazioni, le sue gloriose guerre e la sua bellezza mitologica.
Le antiche origini
Le sue origini risalgono a Tucidide, che la elesse discendente di Troia, Virgilio la cita per ben due volte nell’Eneide, fu città protagonista durante la prima guerra punica e tappa fissa in epoca romana, grazie al tempio di Venere divenuto meta di pellegrinaggio in tutto il Mediterraneo.
Erice è davvero uno scrigno di storia millenaria, che dai suoi 750 metri di altitudine veglia da sempre su Trapani. Oggi con le sue antiche mura di cinta e le sue stradine lastricate è considerato uno dei borghi medioevali più belli della Sicilia, divenendo, grazie alle sue tradizioni gastronomiche e artigianali un fiore all’occhiello del turismo siciliano.
Situato a soli 15 Km da Trapani, sua provincia di appartenenza, è una delle mete visitabili durante tutto l’anno, anche nella stagione invernale, quando spesso si alza una fitta coltre di nebbia, che rende tutto più magico e misterioso, come in un antico paesaggio incantato.
Per raggiungerla nei mesi estivi, si può approfittare della funivia, che collega la città di Trapani con la vetta di Erice, attraverso un viaggio suggestivo di una decina di minuti.
Cosa vedere a Erice
Il tour di Erice deve partire obbligatoriamente dal suo Castello, vero simbolo del borgo, risalente all’epoca normanna, costruito tra il XII e XIII secolo sui resti dell’antico tempio dedicato alla dea Venere, in una posizione davvero strategica.
Proseguendo si può visitare il Real Duomo, realizzato in stile gotico trecentesco e la Torre Campanaria, eretta da re Federico, con i suoi 110 scalini da percorrere per arrivare in cima e godere di un panorama mozzafiato.
Le Mura Elimo-Puniche, definite ciclopiche per le loro dimensioni, circondano l’intero borgo, fatto da numerose chiese, dalla piazzetta principale e dalle antiche strade e viuzze sulle quali si affacciano le botteghe artigiane.
Quest’ultime sono sede di tradizioni secolari, come quella delle “trappite”, i tappeti di Erice, frutto dell’arte tessile tramandata da generazioni di donne ericine, importata dall’antica Grecia, e divenuta oggi orgoglio artigianale del borgo.
Così come le ceramiche di Erice, che si distinguono dalle altre ceramiche siciliane per i colori più tenui, quasi pastello, anche questa tradizione secolare è sopravvissuta fino ai giorni nostri ed è divenuta una pregevole attività commerciale del luogo.
La ricchezza gastronomica
Non possiamo non citare le prelibatezze che potrete assaporare durante la vostra visita: i genovesi di Erice, deliziosi dolci farciti di crema, dolci di pasta di mandorle, cassate e cannoli di ricotta, ecco il meglio della pasticceria locale!
A cura di Veronica Cautela
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