Floating Fest 2025: musica elettronica sulle onde delle Eolie che quest’anno cambia rotta

Sull’acqua quieta dell’arcipelago eoliano, da Panarea a Lipari, torna a veleggiare l’idea poetica e potente del Floating Fest ex Eolie Music Fest, festival musicale galleggiante diretto da Samuel Romano dei Subsonica. 

Una rassegna che, dal 17 al 20 luglio 2025, si dispiega come una vela, silenziosa e ipnotica, tra onde e tramonti, con un’anima che vibra di musica elettronica e natura.

La barca è un caicco, il palco è il mare. Intorno, decine di altre imbarcazioni seguono i live in rada, creando un arcipelago nel grande blu. Un sogno che si rinnova ogni anno, con la promessa di portare l’ascolto fuori dai luoghi comuni, dove il suono delle onde diventa parte dell’arrangiamento, e il cielo stellato la sola scenografia.

Un ritorno tra le onde: il nuovo volto del festival di Samuel

Nato come Eolie Music Fest, questo evento ha mutato forma, spostandosi e allargandosi fino al Friuli-Venezia Giulia – dove lo scorso giugno ha inaugurato “Tramonti a Nord Est” sotto la direzione artistica di Elisa. Ora, nel cuore dell’estate mediterranea, ritorna al Sud con una versione più intima e itinerante, quasi una riflessione in musica sull’essenzialità.

La lineup 2025 guarda alla sperimentazione: tra i nomi spiccano Alex Neri dei Planet Funk, il catanese Cuperose, il cantautore toscano Selmi, la poliedrica Plastica (Matilde Ferrari) e Emmatuedio, giovane promessa dell’elettronica. A guidarli, il vento e l’istinto creativo, in sintonia con lo spirito libero del progetto.

Dall’euforia alle atmosfere ovattate: un confronto con l’edizione 2024

Tuttavia, chi ha seguito il festival anche lo scorso anno – noi di Tirrenico, come media accreditato – non può fare a meno di percepire una differenza. L’edizione 2024 aveva toccato vette di intensità emotiva straordinarie, anche grazie alla presenza di nomi altisonanti come Diodato ed Elisa, che avevano incantato Lipari con interpretazioni da pelle d’oca. 

Come dimenticare “Another Love”, cantata da Elisa con il mare che si tingeva di oro? O l’energia collettiva nonostante lo scirocco minaccioso e le fumate dello Stromboli?

Quest’anno il festival sembra essere più introspettivo, quasi rarefatto, come se cercasse un nuovo equilibrio tra spettacolo e contemplazione. C’è chi lo definisce “meno esplosivo” e ci chiediamo se forse è solo un’altra tappa di un percorso più lungo: il desiderio di slegarsi da tutto, persino dalla necessità di stupire. 

La musica incontra il silenzio: arte e natura in equilibrio precario

Non si tratta più solo di concerti, ma di un laboratorio galleggiante che trasforma il Mediterraneo in fonte d’ispirazione. Il Floating Fest – Eolie 2025 è un’ode al silenzio, alla lentezza, ai suoni che si accordano con il vento e con la luce cangiante del crepuscolo. Ogni artista, selezionato da Samuel, si lascia attraversare da questo ambiente, restituendo al pubblico un frammento unico, irripetibile. 

Eppure, la grandezza dei paesaggi eoliani talvolta sembra inghiottire l’evento, rendendolo più sfumato, meno incisivo rispetto alla coralità e alla forza delle scorse edizioni. Ma è forse proprio qui che risiede il suo potenziale: nel non essere uguale a sé stesso, nell’evitare la replica, scegliendo la via più impervia dell’arte autentica.

Il valore del cambiamento: Floating Fest come viaggio artistico

In un mondo che chiede conferme e format replicabili, Floating Fest osa cambiare pelle. È un festival che si lascia attraversare, che accetta la metamorfosi come linguaggio. Dall’enfasi all’eco, dalla voce piena alla nota trattenuta, dal sold out alle radici.

Per chi ama la musica che si fonde con la geografia del cuore, è ancora un’occasione unica. Per chi lo aveva vissuto nel suo splendore precedente, resta un invito a rinunciare all’attesa e farsi trasportare. Noi di Tirrenico, che abbiamo seguito da vicino l’evoluzione di questo progetto, continueremo a raccontarlo.

A cura di Elina Sindoni

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