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I tramonti eoliani di Tenute di Castellaro: il vino di Lipari che emoziona tra enoturismo e bistrot

Siamo stati sopra Quattropani, frazione montana di Lipari sulle Isole Eolie, per visitare la location di Tenute di Castellaro nel nuovo bistrot aperto da due anni, firmato quest’anno Giuseppe Geraci e Alessandra Quattrocchi del Modì. Abbiamo provato la degustazione a tre calici abbinando il polpo alle arance, il crudo di pesce marinato e lo spaghettone aglio olio peperoncino e bottarga con polvere di pomodoro. Abbiamo poi visitato l’enorme cantina sottoterra – o barricaia – a zero impatto ambientale e i filari che danno su Salina con il tramonto più bello delle Isole Eolie.

Il progetto enologico, strettamente legato all’ambito storico e paesaggistico, racconta un territorio unico come quello di Lipari, la principale delle isole Eolie.   

Sono 24 ettari vitati per circa 70mila bottiglie l’anno e una moderna cantina all’avanguardia, oltre a un wine resort e al parco geominerario delle Cave di Caolino, ripulito e bonificato per metterlo a disposizione della collettività: Tenuta di Castellaro è una realtà unica e articolata, che vive da sempre un approccio naturale alla viticoltura, utilizzando protocolli biologici e vegan. 

Il fascino selvaggio di questo angolo di mondo, incontaminato, remoto e magnetico ha stregato la famiglia bergamasca Lentsch, che nel 2005 ha deciso di intraprendere un grande progetto vitivinicolo e paesaggistico: preservare, valorizzare e far conoscere la bellezza di questo luogo, custodendone le tradizioni e le peculiarità, dando vita a vini realizzati da uve autoctone isolane, a partire dalla Malvasia delle Lipari e il Corinto Nero, che siano puro estratto di un territorio.  

I vigneti della Tenuta di Castellaro occupano due zone dell’isola: la Piana di Castellaro, a Nord Ovest, dove dimorano su terrazzamenti che arrivano fino a circa 350 mt sul livello del mare e la Vigna Cappero a Sud Est dell’isola, a soli 80 mt sul livello del mare, dove i filari delle vigne di Malvasia delle Lipari arrivano quasi a toccare l’acqua.  

Vigna Cappero è un classico esempio di viticoltura eroica dove 7000 metri quadrati di Malvasia delle Lipari e Corinto, perfettamente bilanciati per la produzione della DOC (95% Malvasia delle Lipari e 5% Corinto) sono coltivati su terrazzamenti realizzati con pietra lavica, che sorreggono un terreno di sabbia e frammenti a base pomicea.  

La famiglia Lentsch decide di perpetuare la tradizione vitivinicola millenaria salvaguardando e riproponendo antiche varietà autoctone presenti sull’isola.  

Con i consulenti della ditta francese Pépinières Guillame, specializzata sin dal 1895 nella produzione di piante di vite di qualità, è stata condotta nei terreni coltivati a vite delle isole eoliane una selezione massale di due varietali indigeni, ovvero la Malvasia delle Lipari e il Corinto Nero. 

Il bianco Pomice è un blend di Malvasia delle Lipari (60%) e Carricante (40%), coniuga e armonizza le caratteristiche di due vitigni molto diversi, per cui gli aromi inebrianti della Malvasia si sposano con la fresca carezza minerale del Carricante, creando un vino di grande finezza e freschezza, sia olfattiva che al sorso.  

Ci ha stupito però all’assaggio il Marsili, un ancestrale potente rosè 100% Pinot Nero, semplicemente emozionante.

A cura di Santi Cautela 

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