“Itinerari sulle Isole Minori: il vino eroico delle Isole Eolie ,non solo Malvasia”

Dopo aver lasciato alle spalle la misteriosa  Ustica, procediamo come novelli Ulisse verso l’arcipelago di Eolo. Queste isole, teatro dello scontro tra Roma e Cartagine durante le guerre puniche, oggi raccontano una storia diversa: quella della viticoltura d’eccellenza. Il suolo vulcanico, plasmato nei secoli dal soffio del dio dei venti, conferisce ai vini una mineralità verticale e profonda, divenendo un punto di riferimento imprescindibile nel panorama enologico globale.

Il primo approdo che ci viene incontro è Filicudi qui la viticoltura a Filicudi si configura come un esercizio di agricoltura eroica,sui  ripidi terrazzamenti affacciati sull’immensità del Tirreno. Sulla roccia vulcanica in un palcoscenico lunare ritroviamo nobili vitigni come la malvasia, il sangiovese e il grechetto. In tale contesto, realtà produttive come l’Azienda Agricola Ramacciani e la Tenuta Cardillo hanno assunto il ruolo di custodi, recuperando terreni che per decenni erano stati avvolti dall’oblio e dall’incuria, donando nuova voce ai vitigni autoctoni.

L’intera morfologia di quest’isola, che si estende su appena quindici chilometri di territorio impervio, è stata modellata da una sapiente opera di terrazzamento.

Oggi, questi luoghi grazia a un lavoro ostinato, si è deciso di riportare la vite dove un tempo esisteva solo il pascolo.

Un esempio emblematico di questa rinascita si trova in località  “ Fossa Liscio “. Scendendo lungo i tornanti che dal porto di Pecorini portano verso l’interno, ci si imbatte nel terreno di Gabriele, cinque ettari ereditati dalla nonna. Il suolo, rimasto incolto sin dagli anni venti e destinato esclusivamente al pascolo ovino, non aveva mai visto la piantagione di una vigna. Il lavoro di Gabriele non è soltanto viticoltura; è un atto di archeologia rurale volto a riscoprire una vocazione che il tempo aveva sotterrato sotto strati di vegetazione.  Questa reinvenzione del suolo sottolinea come la natura vulcanica di Filicudi sia capace di offrire caratteristiche minerali uniche.

Per chi desidera avvicinarsi a questo mondo, Filicudi propone esperienze che superano la semplice degustazione. Le proposte di trekking tra i filari permettono di legare il cammino alla scoperta dei vini vulcanici, collegando il movimento fisico attraverso i terrazzamenti con l’assaggio del prodotto finale. Camminare lungo questi sentieri significa comprendere la complessità di una terra che richiede fatica  costante e una comprensione profonda della morfologia insulare e partecipare a una consapevolezza più vasta che unisce il viaggiatore alla storia di un’isola capace di rinnovarsi.

 Chi sceglie di scoprire queste realtà, grazie alle guide, non visita solo un’isola, ma si immerge in un progetto i, un mosaico in cui ogni contrada e ogni terrazza rappresentano una tessera fondamentale nel recupero della dignità agricola delle Eolie, offrendo un’esperienza che rimane identitaria e impressa nella memoria tanto quanto il panorama che accompagna ogni singolo bicchiere.

David Filippo Anastasi 

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