Soffia un vento nauseabondo dalla dimora del dio Eolo. Dalle sue anfore riemerge un tanfo pestilenziale. No, non è l’inizio di una tragedia greca, bensì di una tipicamente siciliana. Le isole Eolie, meta turistica ricercata in tutto il mondo, sono letteralmente sommerse dalla spazzatura. Gli ospiti della dimora di Eolo sono accorsi in massa per visitare queste terre leggendarie, ma non hanno trovato quello che si aspettavano. Il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti sembra non esistere più. L’unica esclusa dal problema è l’isola di Salina, nella quale opera un gestore differente.
La differenziata, partita ad inizio maggio, sta incontrando difficoltà enormi e la Loveral, che si è aggiudicata l’appalto settennale nel Comune di Lipari, non riesce a fare fronte al servizio per numerosi motivi. La carenza di personale e mezzi all’altezza in primis. Allo stato attuale l’emergenza è dietro l’angolo. Specialmente a causa del caldo torrido che sta colpendo il nostro territorio e del grande afflusso di turisti. Dagli uffici preposti del Comune di Lipari fioccano le contestazioni nei confronti della ditta, ma la situazione resta la stessa. Gli operatori ecologici fanno il possibile, ma non si può combattere una battaglia del genere con poco o nulla.
Le Eolie, patrimonio Unesco, non possono perdere neanche un centimetro nella gara contro gli altri arcipelaghi europei e non. Gli oltre seicentomila turisti che arrivano ogni anno dai posti più disparati non possono ritrovarsi a dover combattere contro l’incuria e il degrado.
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