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Lago di Ganzirri, riserva naturale o disastro ambientale?

Ganzirri è una suggestiva frazione di Messina, situata a circa 13 Km dal centro della città, un luogo pittoresco, un antico borgo marinaro con le sue caratteristiche casette basse e i suoi vicoli, e soprattutto il suo lago di origine marina, dalla forma allungata.

Si estende nell’estrema punta orientale della Sicilia, dove Mar Ionio e Mar Tirreno si incontrano.

Il nome “Ganzirri” deriva probabilmente dall’arabo “Gadir”, che significa stagno, palude, proprio perché in tempi antichi l’area era paludosa e solo in seguito, con l’insediamento dei primi nuclei abitativi, fu bonificata.

L’attività tradizionale

Il Lago di Ganzirri è famoso per una peculiare attività che in esso si svolge: la molluschiocoltura, che ha antiche origini.

Fino agli anni ’60 – ’70 ha rappresentato un’importante fetta della vita economica della zona, erano molti, infatti i Ganzirresi occupati in questa attività, che riguardava la coltivazione e la raccolta delle cozze e delle vongole, principale fonte di sostentamento.

Fino al XIX secolo venivano raccolte anche le ostriche, ma questa è ormai una pratica quasi del tutto scomparsa.

La situazione oggi è del tutto cambiata e questa tradizionale attività ha perso importanza, poiché l’intera area è costantemente minacciata dall’inquinamento che gli uomini con le loro opere e pratiche stanno perpetrando da anni, causandone un serio rischio all’equilibrio ambientale del lago.

Il rischio ambientale accertato

All’interno dell’intera laguna vivono più di 400 specie acquatiche, ma bastava una semplice escursione tra le acque del lago per rendersi conto delle gravi condizioni in cui versava. Sono state tante le denunce mosse al riguardo negli ultimissimi anni.

La drammaticità del rischio era dovuta al fatto che il lago sembrasse assomigliare più ad una fogna a cielo aperto, in cui venivano gettati rifiuti e confluivano gli scarichi abusivi dei residence privati, posti nelle vicinanze.

Dopo varie analisi è stato certificato il grave inquinamento esistente, grazie alle indagini effettuate da Arpa e polizia municipale, accertando la quantità di colibatteri presenti e aumentati nel corso degli anni.

La tutela è possibile

Lo scorso anno è stato dato il via libera agli interventi di tutela della biodiversità dell’intera riserva lagunare, grazie ad un progetto finanziato con i fondi europei, per il recupero e la valorizzazione dei beni ambientali, atto a preservare la biodiversità terrestre e marina, mediante la realizzazione di opere di convogliamento delle acque provenienti dalle aree circostanti, fortemente antropizzate.

Solo così sarà possibile salvare l’ecosistema lacustre di Ganzirri e trasformarlo in una vera riserva naturale.

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