L’omakase (dal giapponese おまかせ, “mi affido a te”) è l’esperienza in cui ci si affida e ci si fida dello chef. Niente menu alla carta: lo chef crea per te una sequenza di portate unica, basata sulla freschezza degli ingredienti giornalieri, sulla stagionalità e sul suo estro. Nel caso di Sushi Lab a Barcellona Pozzo di Gotto, il progetto è stato studiato per anni e ora è stato presentato alla stampa di settore in anteprima e aprirà al pubblico soltanto il 29 maggio, due giorni la settimana, per 5 persone alla volta. Un percorso degustativo basato sui crudi, sulle zuppe, sul sashimi, sui nigiri preparati al momento, per un costo complessivo di 120 euro a persona (escluso abbinamento vini e sake).
Un costo ragionevole per una esperienza così immersiva che dura più di due ore e lo chef è “a disposizione” dei commensali per tutto il tempo cucinando davanti i suoi ospiti e porgendo le singole porzioni direttamente dalle sue mani. Il maestro sushi Abiko con grande pazienza apre la cena con una omelette giapponese, la cosiddetta tamago con uova e polpa di riccio, tagliata e servita a cubetti: una esplosione unica di sapori intensi. Si passa poi al sunomono, insalata di cetriolo e altre erbe selezionate da Abiko servite con del pesce bianco e verdure in salsa di aceto. Il tutto ci viene presentato dal direttore dell’omakase Domenico che ci spiega anche i vari passaggi e l’iter da seguire per il cerimoniale giapponese. Con i nigiri entriamo nel vivo dell’esperienza perché è la parte centrale del percorso dove Abiko seleziona il meglio del pesce del giorno e lo presenta nelle varie fasi, crudo e cotto. Il tonno con il suo otoro, il wagyu a5 crudo e scottato, il dentice, il gambero rosso.
Ogni nigiri passa dalle mani dello chef alle mani degli ospiti in una danza senza fine che rilassa la vista e prepara i palati. I brodi dashi con gambero in tempura e la zuppa di miso e tofu con gli “scarti del dentice” sono le giuste pause beverine per passare poi alle varie portate. Chiudiamo con un black russian selezionato e rivisitato con un finger dolce di cioccolato bianco e yuzu. Fino alla fine la perfezione lascia il segno in una esperienza che ricorderemo per tutta la vita, onorati per aver preso parte al primo omakase siciliano, ringraziamo Abiko, Domenico e Alessio Genovese, il titolare, che nel frattempo ci ha raggiunto.
A cura di Santi Cautela

