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Milazzo, cosa c’è dietro la revoca dell’Assessore Simone Magistri?

Era stato il pupillo di Musumeci ma l’Assessore alle politiche sociali Simone Magistri è stato revocato con troppa facilità dal sindaco Midili. Due parole stringate in un comunicato che non spiega ai cittadini il perché di questa scelta a un anno dall’insediamento della giunta. Si legge, per esigenze di trasparenza, imparzialità e buon andamento. Si apre il caso politico. 

Cosa è accaduto all’assessore “imposto” dal Presidente Musumeci? Secondo le prime indiscrezioni raccolte all’interno di una fonte di Diventerà Bellissima, questo sarebbe il risultato di un braccio di ferro tutto interno al partito tra i tanti scontenti rimasti fuori dall’emiciclo, il sindaco stesso, da sempre vicino al partito di governo e la linea sin qui adottata.

Tra tutte le caselle politiche quella di Magistri appariva dunque la più sacrificabile rispetto ai tanti da “accontentare” rimasti fuori dalle sacche istituzionali. Si tratta quasi sicuramente di nomi vicini al deputato di DB Pino Galluzzo, unico rais di Milazzo rappresentato dal consigliere Sindoni che avrebbe chiesto “la testa” del suo stesso assessore. Tra pochi giorni sapremo se questa ricostruzione è vera o fittizia. Il nuovo assessore dovrebbe essere un medico e potrebbe avere un ruolo fondamentale in vista delle elezioni regionali. Due indizi sono una coincidenza ma tre fanno una prova. Una macchia sul curriculum politico del Sindaco impallinato dal suo stesso partito in una guerra intestina per “la poltrona”.

Intanto arriva da pochi minuti nella nostra redazione la risposta dello stesso Magistri che conferma questa ricostruzione:

Non posso ovviamente che manifestare amarezza e profondo sconcerto su un piano personale e politico anche per la posizione assunta dal Sindaco Pippo Midili con il quale, ben prima dell’ingresso di Diventerà Bellissima nella sua coalizione, era stato condiviso un percorso politico, che mi ha portato a sostenerlo sin dalle prime battute, esponendomi anche con la candidatura al consiglio comunale in una delle sue liste civiche. Un sindaco che, dimenticando ed anzi rinnegando tutto questo, ha avallato la decisione imposta dai Consiglieri Sindoni e Pellegrino e dall’Onorevole Pino Galluzzo, nascondendosi senza colpo ferire dietro motivazioni inconsistenti, senza esigere, come sarebbe stato normale, uno straccio di motivazione alla base della richiesta avanzata dal Consigliere Sindoni, oltre che senza tener in alcun modo conto dell’operato dello scrivente.

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