Immaginiamo di lasciarci alle spalle Siena e di dirigerci a sud della Toscana. Quello che stupisce è la varietà del territorio, in cui si susseguono alture verdeggianti alle Crete senesi, colline argillose formatesi da sedimenti di un antico mare e che il tempo le ha erose fino a formare i caratteristici rilievi di calanchi e biancane.Entrando in Val d’Orcia, il paesaggio si riempie di prati e campi coltivati che si arrampicano su colline sinuose. Il cuore della Val d’Orcia è Montalcino, luogo in cui il tratto distintivo sono i vigneti: i filari sono paralleli lungo i pendii collinari, carichi delle bacche rosse del vitigno Sangiovese, l’antico “Sanguis Jovis” (Sangue di Giove) che dall’età etrusca ha trovato qui il suo habitat ideale. A sud-ovest di Montalcino si sviluppa la Tenuta Luce. Il rosso Lucente nasce dall’idea di unire la struttura del Sangiovese alla rotondità del Merlot. I vitigni vengono vendemmiati a distanza di pochi giorni l’uno dall’altro nella prima decade di settembre, con tempi di macerazione sulle bucce di venti giorni. La fermentazione avviene in vasche d’acciaio inox termo-condizionate per circa venti giorni. L’affinamento prevede l’utilizzo di barrique in parte nuove e in parte usate e la durata di maturazione avviene per almeno dodici mesi prima di essere imbottigliato.
Lucente presenta un colore rosso rubino,probabilmente tenderà al granato con il progredire dell’invecchiamento. All’olfatto il bouquet aromatico è inteso: si spazia dai frutti di bosco alla confettura di ciliegie alle note floreali della violetta; si possono riconoscere sentori di sottobosco, la spaziatura dolce della vaniglia e della cannella fino alle note tostate del caffè. Al gusto, Lucente si presenta caldo, con un corpo pieno ed elegante, di lunga persistenza aromatica,con una trama tannica imponente ma che diventerà vellutata durante l’evoluzione. L’eleganza e la persistenza di Lucente permettono abbinamenti con piatti strutturati e composti qualipasta al ragù di vitello o cinghiale, carni rossecotte alla griglia con una buona marezzatura di grasso, o selvaggina da penna o da pelo magari accompagnati da funghi e tartufi. È consigliato utilizzare un calice che abbia una buona ampiezza, in modo da ossigenare il vino e permettere la liberazione dei profumi più importanti. Infine, la temperatura di servizio è di 18°-20°C per apprezzarne profumi e percezioni gusto-olfattive.
A cura di Eleonora Sindoni

