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Quella fondazione di nome “Lucifero” immersa nel Paradiso

Storia e funzione della Fondazione Lucifero

Chiariamo sin dal principio che questo articolo non discuterà delle ultime vicende riguardanti la Fondazione Lucifero. Girovagando nell’immenso oceano del web si trovano davvero pochissimi articoli sulla storia della Fondazione e per questo è necessario raccontare di essa. Escludendo un pregevole blog (www.storiedellabaronia.blogspot.it)  magistralmente curato dallo storico locale Massimo Tricamo, della Fondazione Lucifero non vi è traccia.

Eppure sembra di trovarsi di fronte ad un ossimoro quando si pronuncia il nome della Fondazione e lo si colloca in quello splendido paradiso in terra che è Capo Milazzo. Ma non c’è nulla di più sbagliato, poiché la Fondazione Lucifero – nata per volontà della baronessa Maria Lucifero – oggi espleta con mezzi finanziari della stessa Fondazione, attività a carattere socio-assistenziale ed educativo- didattico-ricreativo-ambientale in favore di minori, con particolare attenzione verso i soggetti in maggior stato di disagio economico e/o sociale ed i portatori di handicap, per i quali i servizi offerti hanno carattere gratuito.

Un vero e proprio eden per tutti i bambini e le bambine della Piana. Un luogo – da quello che si legge sul sito- in cui sia possibile vivere, attraverso il gioco, la vita di relazione, il contatto con la natura e l’ambiente circostante, esperienze del tutto uniche e diverse da quelle che gli stessi minori quotidianamente sono costretti a vivere, in strada o nel chiuso di anguste case o di enormi palazzi, consentendo così loro di esercitare un diritto elementare – spesso dimenticato o ingiustamente negato, calpestato, vilipeso, offeso – il diritto, cioè, di “essere bambini” e di avere, pertanto, uno sviluppo psico-fisico e sociale normale ed il più possibile armonioso.

Istituita nel 1956 per volontà della baronessa testé citata, la Fondazione risiede in contrada Baronia. La famiglia Lucifero fu una delle più prestigiose famiglie milazzesi. Sotto i Borboni ricoprirono cariche di primo piano, come la Presidenza della Corte Suprema. Possessori di numerose e vaste dimore, la più importante è “La Villa” al Capo, la quale oggi ospita la Fondazione. Si tratta di un complesso terriero di uliveti e vigneti che, nel XVII secolo, apparteneva alla famiglia Baeli e venne poi trasmesso per successione a Paolo Lucifero, antenato del Barone Giuseppe Lucifero.

Tramite un lascito testamentario, la baronessa Maria Lucifero ha legato una parte dei possedimenti dei Lucifero al Sovrano Ordine Militare dei Cavalieri di Malta. L’onere dell’Ordine era quello di destinare il ricavato delle rendite ad una costituenda fondazione, le cui finalità avrebbero dovuto essere quelle della “istituzione di un colonia permanente per bambini bisognosi e gracili, con particolare preferenza per i nati a Milazzo ed a Capo Milazzo.”

La tradizione vinicola

Alla Baronia, dove l’anziano barone si recava periodicamente insieme alla moglie Concettina dei marchesi Proto ed alla giovane figlia Maria, soprattutto nei periodi delle vendemmie e della raccolta delle olive, i panoramici appezzamenti abbracciavano nel 1930 una vasta superficie vitata, ben 14 ettari di vigneto destinato alla produzione di vino da taglio, nelle due varietà nero e cerasuòlo. Un vigneto composto da 82.000 viti in produzione e da altre 8.000 appena rinnovate, cui si affiancava un imponente uliveto di circa 4.000 piante, di cui 3.000 in pianura ed altre mille circa, non produttive, dislocate lungo le coste. Appena 900 erano invece gli ulivi che i Lucifero possedevano, sempre alle soglie degli anni Trenta, nell’altro grande appezzamento, quello di contrada Faraone, anch’esso con vigneto.

 

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