Inserito nel circuito “I Borghi più belli d’Italia” in provincia di Messina, Savoca è un piccolo comune di appena 1750 abitanti, che in realtà ha tante attrazioni da offrire a chi lo visita, anche solo per una giornata.
Cenni storici
Il primo nucleo abitativo è risalente all’epoca romana, fu successivamente frequentato anche in epoca bizantina e araba. Dopo un periodo di floridezza vissuto tra il XV e il XVIII secolo da un punto di vista sociale, economico e culturale, nei primi decenni del secolo scorso Savoca conobbe un vero declino.
Fu grazie alla valorizzazione delle sue tradizioni e delle sue bellezze artistico-culturali, che lo hanno portato ad essere iscritto come Borgo più bello d’Italia, motivandone una crescita turistica consapevole negli ultimi anni.
Cosa vedere a Savoca
Visitare Savoca oggi significa fare ritorno al passato, riscoprire la pace e la tranquillità dei piccoli borghi di montagna di una volta, senza il caos di troppe macchine intorno.
E’ caratterizzato da tante tipiche costruzioni in pietra lavica e da palazzi storici, testimonianze della borghesia e della nobiltà messinese, che qui avevano sfarzose dimore, ancora oggi ben conservate.
E’ proprio in uno di questi antichi e nobiliari edifici, Palazzo Trimarchi, in cui si trova il bar più celebre di Savoca, il “Bar Vitelli”, dove nel 1971 vennero girate alcune scene del famoso film “Il Padrino” di Francis Ford Coppola. Qui Micheal Corleone entra per bere qualcosa e ancora oggi, ci sono esposti numerosi oggetti utilizzati durante il film, che hanno portato Savoca ad una notorietà mondiale.
Anche la Chiesa di San Nicolò, che sorge su uno spettacolare sperone roccioso sporgente nel vuoto, è stata uno dei set del celebre film, le sue merlature la fanno assomigliare più ad un castello che ad una chiesa.
Ma questa non è l’unica chiesa dell’antico borgo, Savoca ha ben 17 chiese, tutte di grande spessore artistico, ne citiamo solo alcune, ma sono tutte degne di visita per la loro storia e per le loro particolarità.
Tra le altre, la chiesa del Calvario, dove ogni anno si celebra la rappresentazione della Settimana Santa, il Convento dei Cappuccini affiancato alla Chiesa Madre. Qui si trovano le cripte fondate dai frati cappuccini nel 1574, dove si possono vedere 37 cadaveri mummificati tra abati, membri di famiglie patrizie di Savoca e personaggi di spicco del luogo. Questa è una delle attrazioni simbolo di Savoca, nonostante l’atmosfera che si respiri possa sembrare un po’ inquietante e misteriosa.
Ma Savoca non è solo chiese, c’è tanto altro da vedere: le rovine del Castello di Pentefur, la Porta della città costruita in epoca normanna, la Bifora, antica costruzione tardo medioevale in stile gotico-spagnolo, il Museo storico ed etno-antropologico, inserito tra i beni immateriali dell’UNESCO e i tanti palazzi nobiliari.
Savoca è un gioiello incastonato tra i monti, con sullo sfondo il Golfo di Taormina, e Sciascia aveva ragione: da ogni punto in cui si guardi c’è sempre un panorama diverso da vedere e da fotografare!
