La vite in Sicilia è forse uno degli emblemi più simbolici dell’isola, ne rappresenta la sua storia, poiché racconta le dominazioni che ha subito.
A ben vedere e dai numerosi ritrovamenti nei siti preistorici, si può sostenere che la viticoltura e la produzione di vino in Sicilia risale ad almeno 6000 anni fa, una delle più antiche al mondo!
Una delle aree da sempre vocata maggiormente alla viticoltura è l’agrotrapanese, dove la morfologia tra terra e mare, condita da sole e vento in abbondanza, hanno favorito la formazione di un suolo particolarmente fertile, trasmettendo ai prodotti coltivati una vasta gamma di valori nutrizionali e minerali, che si traducono in vini dai sapori, dagli odori e dalle note che sono divenute eccellenze del territorio.
Famoso e storico il Marsala, più rivoluzionari i vini nuovi, che hanno rotto quella tradizione austera tramutandosi in vini più semplici, ma più bevibili grazie alla capacità di reinterpretare i vitigni autoctoni: Grillo, Catarratto e Inzolia per le uve a bacca bianca, Nero d’Avola e Perricone, per quelle a bacche rosse.
Qui Firriato vanta ben 4 tenute con le sue produzioni di rosso: Camelot, Harmonium e Ribeca sono quelli più conosciute, oltre che pluripremiati a livello nazionale ed internazionale, ma anche i Petillant della linea Charme e lo spumante Saint Germain, bollicine siciliane da vanto e i classici Altavilla della Corte, bianchi e rossi.
Infine i vini biologici della linea Caeles, per una ricerca di filosofia vitivinicola che rispetta l’ambiente attraverso sostenibilità e biodiversità.
Non dimentichiamo poi i vini di Casa Vinicola Fazio, che racchiudono colori e profumi della nostra terra, raccontandone il profondo legame con la tradizione enologica di tutta l’isola.
Tra i bianchi il Grillo “Grilli di Mare”, il Catarratto “Calabianca” e “Anima Solis”e il Muller Thurgau, hanno tutti note fortemente identitarie.
Tra i rossi, “Anima Solis rosso” e “Cartesiano”, blend di Nero d’Avola, Merlot e Cabernet Sauvignon, perfetto connubio tra internazionalità e tipicità territoriale.
Cosa vedere
Ma un giro a Trapani, tra un assaggio e l’altro merita anche una visita nell’incantevole centro storico, costellato da antichi palazzi baronali, mura di cinta e torri di avvistamento.
Le due vie principali, Via Garibaldi e Corso Vittorio Emanuele sono arterie ricche di palazzi barocchi e numerose chiese dall’architettura gotica-religiosa siciliana.
E come non fermarsi al mercato del pesce, nella zona del porticciolo peschereccio, per respirare la vera autenticità del luogo, tra pesce fresco, prodotti tipici e atmosfere folcloristiche locali.
Il Castello della Colombaia, uno dei simboli di Trapani, dove nel 1360 vi soggiornò la regina Costanza di Castiglia, che doveva andare in moglie a Federico III d’Aragona.
Ecco ciò che si deve sapere di Trapani: luogo eletto alla tradizione millenaria attraverso la sua storia, la sua cultura, i suoi tesori architettonici e vitivinicoli, tutti da assaporare e vivere!
