New York chiama e Thiene risponde. Il sette ottobre scorso, la città veneta ha ospitato il Manhattan Short film festival presso il Teatro Comunale.
Dieci nazioni, dieci cortometraggi. Selezionati a New York tra centinaia di partecipanti e proiettati in lingua originale in sei continenti. Ma la vera peculiarità è che si tratta dell’unico festival cinematografico al mondo dove il pubblico è anche giuria.
La serata inizia con la distribuzione di una scheda per ogni spettatore, sulla quale ciascuno voterà per il miglior corto e il miglior attore. Il Festival si snoda tra tematiche più profonde, come la demenza senile, sino a sfumature di ilarità, talvolta tarantiniane.
Al termine della proiezione, le schede volano a NY, e qui, il nove ottobre, viene decretato il vincitore: The stupid boy, di Phil Dunn, UK. La pellicola narra dell’attentato di un fanatico religioso sventato da un sedicenne con un’arma inusuale: un abbraccio. La chiave di volta del film è negli appunti del ragazzo: God = love. È credente, lo stupid boy, ed anche praticante.
Pratica l’Amore, unico e solo, sfacciatamente ateo. Anche il pubblico di Thiene ha condiviso questa visione, consacrandogli il secondo posto nella classifica interna. Nulla questio, invece, per il miglior attore: il mondo intero premia la perfomance del fiorista balbuziente Aleks Mikic, che, con un’esplosione di rabbia, riesce finalmente a domare il comando vocale della sua auto.
Il pubblico penserà che sia finita qui, e invece no; in attesa del prossimo anno, il filo rosso del cinema prosegue nel St. Valentine’s day, sarà proiettato il Manhattan Short Online Film Festival. Ed allora, tutti connessi.
A cura di Cristiana Laera (Vicenza)
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