Site icon Il Tirrenico – Events, food, wine.

Vini di frontiera delle isole minori Siciliane esploriamo l’arcipelago delle Pelagie

0ggi intraprendiamo un viaggio che ha inizio su rotte mitologiche, là dove la passione e la determinazione dell’uomo si fondono con la terra in culture vitivinicole di frontiera. Queste vie, spesso considerate simboli di libertà o semplici approdi di speranza, sono state per molti l’unica via di fuga della miseria e dall’oppressione dei trafficanti del mare. Percorrendo queste rotte  giungiamo nelle suggestive isole Pelagie. Qui, in scenari che evocano l’eterno confronto tra l’uomo e una tenace volontà di prosperare contro ogni avversità.

Le isole Pelage, scrigni di biodiversità e tradizioni millenarie, custodiscono nel loro suolo e nel loro vento storie uniche, spesso racchiuse nel calice di vino che ne riflette l’anima.

Pantelleria, la perla nera del Mediterraneo, è conosciuta a livello internazionale soprattutto per il suo vino principe: il Passito. Questa fama è  legata alla nobile uva Zibibbo, o Moscato d’Alessandria, che qui trova un terroir  unico. Il clima caldo e ventoso, i suoli di origine vulcanica e la sapiente mano dell’uomo hanno dato vita a pratiche agricole resilienze tanto da portare l’UNESCO a dichiarare l’alberello pantesco” Patrimonio Immateriale dell’Umanità avvenuta nel 2014 per volere del presidente Zaia allora ministro dell’agricolrtura. Questo sistema di coltivazione a basso tronco, protetto da muretti a secco che   preservano l’umidità nel terreno e proteggendo i grappoli dal sole cocente.

Il Passito di Pantelleria DOC è, senza dubbio, il fiore all’occhiello dell’isola. Ottenuto attraverso l’appassimento delle uve al sole, questo vino dolce e aromatico è un concentrato di sensazioni intense: fichi secchi, datteri succosi, note mielate e un’eco di agrumi canditi che persiste nel palato. Tra i produttori che hanno saputo esaltare al meglio questa eccellenza, spicca Donnafugata con la sua iconica etichetta Ben Ryé, un nome che evoca il vento caldo che accarezza i vigneti.

Ma Pantelleria non è solo Passito. L’uva Zibibbo, vinificata in purezza, dà origine anche a vini bianchi fermi, secchi e fragranti. Questi Zibibbi e Moscati secchi sono  caratterizzati da una vibrante aromaticità che li rende perfetti compagni di viaggio per piatti a base di pesce fresco, crudi e preparazioni mediterranee dove le note marine si incontrano con quelle agrumate e floreali.

Lampedusa, l’isola più a sud d’Italia, rappresenta un capitolo vitivinicolo più recente e di nicchia, una vera e propria “viticoltura di frontiera”. La coltivazione della vite qui è una scommessa audace, condotta in condizioni climatiche estreme, caratterizzate da una forte siccità e da venti incessanti che soffiano dal mare.

Nonostante le difficoltà, alcuni produttori pionieri hanno dimostrato che è possibile impiantare vigneti capaci di dare vita a vini di carattere. Si tratta di produzioni limitate, spesso focalizzate su vitigni autoctoni o comunque adattati all’ambiente ostile, che danno origine a vini bianchi freschi e minerali, e a versioni di passiti che, seppur meno note di quelle pantesche, portano con sé l’essenza aspra e salmastra dell’isola.

Sull’isola di Linosa, nel cuore dell’arcipelago delle Pelagie, sta prendendo vita una realtà enologica di rara bellezza: il vino Estremo Sud. Quest’etichetta, che si fregia del titolo di vino italiano prodotto più a Sud del Belpaese, è il frutto tangibile della passione e della tenacia di Fedele Giardina. Nativo di Linosa.La  terra vulcanica, battuta da venti e mareggiate, dando origine a un nettare che porta con sé il respiro e il carattere del territorio più estremo d’Italia.

Che si tratti del Passito dorato di Pantelleria o dei vini più audaci e rari di Lampedusa, le espressioni vitivinicole di queste isole del sud sono un invito a scoprire un territorio non solo attraverso i suoi paesaggi, ma anche attraverso i suoi nettari.

David Filippo Anastasi

Exit mobile version