L’annuncio ieri, giorno 31 Ottobre che ha proclamato Gibellina “Capitale italiana dell’Arte contemporanea” per il 2026.Scopriamo quali sono state le motivazione che hanno portato a questo importante titolo.
Gibellina con il progetto “Portami il Futuro” vince il titolo come prima capitale italiana dell’arte contemporanea per l’anno 2026, introdotto quest’anno dal Ministero della Cultura.
L’annuncio è stato dato dal ministro della Cultura, Alessandro Giuli, in occasione della cerimonia di proclamazione del comune scelto tra le altre quattro finaliste che erano Carrara, Gallarate, Pescara e Todi; titolo che Gibellina ha ottenuto all’unanimità!
Le motivazioni che hanno portato a questa decisione sono state mosse dal simbolo di rinascita culturale e architettonica che la cittadina di Gibellina rappresenta, un luogo colpito dalla tragedia del terremoto del Belice del 1968, che ha saputo risorgere divenendo punto di riferimento internazionale e per l’innovazione creativa.
La ricostruzione di Gibellina infatti coinvolse numerosi artisti di fama internazionale come Alberto Burri, che realizzò un’opera d’arte ambientale tra il 1984 e il 1989, completata nel 2015.L’opera sorge nello stesso luogo dove vi erano un tempo solo macerie, che sono state cementificate dall’opera d’arte.
Si tratta di blocchi realizzati accumulando e ingabbiando le macerie degli stessi edifici distrutti dal terremoto e dando vita al Grande Cretto, capolavoro di Land Art ormai famoso in tutto il mondo.Ma all’epoca il progetto di rinascita urbanistica coinvolse tanti altri artisti famosi del calibro di Pietro Consagra (con la scultura a grande scala Il Meeting), Mario Schifano, Mimmo Palladino, Ludovico Quaroni (sua la splendida Chiesa Madre), Vittorio Gregotti e Giuseppe Samonà con la piazza principale col portico.
L’allora sindaco Ludovico Corrao, fautore di questo grosso progetto, fu un vero e proprio visionario che dette a Gibellina una nuova identità, facendola divenire simbolo di rinascita dopo una catastrofe.
Segnale importane questo, in un periodo storico in cui spesso viviamo delle tragedie dovute a catastrofi naturali che purtroppo mietono vittime e gravi danni al territorio, per sottolineare come dai momenti bui possono rinascere realtà assolutamente nuove.
Non a caso nel parere della giuria si definisce Gibellina «città pioniera di ciò che oggi definiamo rigenerazione urbana».
A cura di Veronica Cautela

