Una serata all’insegna del gusto, della bellezza e della valorizzazione del territorio; questo è il bilancio dell’evento enogastronomico svoltosi domenica 21 settembre presso il suggestivo Parco Jalari. La storica struttura, immersa nei Monti Peloritani e rinomata per il suo profondo legame tra natura, arte e tradizione, si è rivelata cornice ideale per un evento capace di fondere vino, cultura e racconto del territorio.
Le cantine partecipanti hanno avuto a disposizione uno spazio dedicato per presentare le proprie etichette, dialogare con il pubblico e condurre degustazioni guidate, regalando un’esperienza autentica e coinvolgente.
L’affluenza è stata alta, con un pubblico partecipe e curioso: appassionati di vino, operatori del settore e amanti della cultura siciliana hanno potuto assaporare non solo i calici, ma anche le storie dietro ogni etichetta.
Cantine Lipari, la voce in anfora di Santa Lucia del Mela (ME)
Tra i protagonisti della serata, Cantine Lipari ha saputo affascinare il pubblico con la sua proposta enologica unica e identitaria.
Situata in Contrada Timpanara, a Santa Lucia del Mela, nel cuore dei Monti Peloritani, questa giovane realtà unisce tradizione e sperimentazione, con una filosofia produttiva che punta alla vinificazione in anfora, uno dei metodi più antichi ed affascinanti per esprimere il carattere del territorio.
Le anfore in terracotta permettono una micro-ossigenazione costante, senza aromatizzazioni invasive, lasciando spazio alla purezza del frutto e al racconto autentico del terroir.
Durante la serata, grande interesse ha suscitato:
- Nauloco Bianco – IGP Terre Siciliane: blend di Grillo, Catarratto e Inzolia. Le uve macerano sulle bucce per circa 50 giorni in anfora, con affinamento di 6 mesi. Un bianco intenso, sapido, con profumi di erbe mediterranee ed agrumi.
- Artemisio Rosso – IGP Terre Siciliane e Mamertino Rosso DOC: entrambi a base di Nero d’Avola, Nocera e Nerello Cappuccio, si distinguono per le diverse vinificazioni. L’Artemisio, vinificato in anfora, regala un sorso elegante e vellutato; il Mamertino, affinato in tonneaux (di castagno siciliano e rovere francese), colpisce per struttura e complessità tannica.
Due interpretazioni dello stesso territorio che parlano linguaggi diversi, ma complementari.
Di Giovanna, vini di famiglia, tra natura e visione (AG)
Un’altra protagonista della serata è stata la cantina Di Giovanna, storica realtà a conduzione familiare che da cinque generazioni coltiva le proprie terre tra la Valle del Belìce e la Riserva di Monte Genuardo, in provincia di Agrigento. Pionieri della viticoltura biologica in Sicilia fin dagli anni ’90, oggi i fratelli Gunther e Klaus Di Giovanna guidano un progetto che unisce passione, etica ed innovazione.
I vigneti, che si estendono tra Contessa Entellina e Sambuca di Sicilia, arrivano fino a 850 metri di altitudine, su suoli calcarei e argillosi: una combinazione che dona ai vini verticalità, mineralità ed eleganza mediterranea.
Tra le etichette proposte in degustazione:
- Vurrìa Grillo DOC Sicilia: fresco, sapido, con note di frutta tropicale e agrumi. Un bianco brillante, perfetto emblema dell’alta collina siciliana.
- Vurrìa Nero d’Avola DOC Sicilia: rotondo, vellutato, con note di mora, amarena e spezie dolci. Affinato in acciaio inox per 12 mesi e in botti di tonneaux per 6 mesi, è una voce elegante e moderna del più celebre rosso autoctono.
- Vurrìa Nerello Mascalese DOC Sicilia: raro esempio fuori dall’Etna, coltivato in quota. Verticale, raffinato, capace di sorprendere per freschezza e tensione gustativa.
La cantina Di Giovanna è oggi un punto di riferimento per chi cerca una Sicilia biologica, autentica e contemporanea.
Tenute Orestiadi, quando il vino incontra l’arte (TP)
Chiudiamo il racconto con una realtà che è molto più di una cantina: Tenute Orestiadi, fondata a Gibellina nel 2008, è un progetto che fonde vino, arte contemporanea e memoria storica. Nata in simbiosi con la Fondazione Orestiadi, questa realtà porta avanti la visione di Ludovico Corrao, artefice della rinascita culturale del territorio dopo il terremoto del Belìce. Le vigne si estendono tra Gibellina, Salemi e Santa Ninfa, su suoli diversi e complementari: terre bianche, rosse e nere.
In degustazione:
- Bianco di Ludovico – DOC Sicilia Riserva: un Cru elegante e complesso, blend di Chardonnay e Catarratto. Frutta bianca, gelsomino e pietra focaia accompagnano un sorso pieno, equilibrato, di grande longevità.
- Perricone DOC Sicilia: speziato, autentico, con tannini sottili e struttura agile. Un rosso siciliano raro, tutto da riscoprire.
- Nero d’Avola “Ludovico”: il simbolo della cantina. Affinato in barrique, potente ma armonico, rappresenta il lato più maturo e profondo del vitigno.
Tenute Orestiadi dimostra che il vino può essere strumento di dialogo, cultura e territorio. Ogni calice diventa un racconto: di suolo, di visione e di rinascita.
Il Gustatio Day si è confermato un punto d’incontro strategico tra produttori, pubblico e territorio. Un’occasione non solo per assaporare ottimi vini, ma per avvicinare chi li produce, conoscere le storie dietro ogni bottiglia e vivere il vino come esperienza culturale e sensoriale.
Un format vincente, che si auspica possa tornare nelle prossime stagioni, ampliando l’offerta e consolidando il legame tra le eccellenze enogastronomiche siciliane e il loro pubblico.
A cura di Eleonora Sindoni

