Il Batu di Taormina, il ristorante dove il vegetale incontra il mare con lo chef Luca Miuccio

Luca Miuccio executive chef del Grand Hotel San Pietro di Taormina, porta a casa un menù basato su un concept molto personale. Parliamo del Signature dish di Batu “Pesce Rosso”, umami di pomodoro per un piatto semplice, ma di grande gusto, emblema della cultura e della tradizione siciliane. Questo pesce – disegnato dal figlio dello chef – si trova su un piatto che ne copre un altro. Da qui emerge una ricciola delicatissima con pomodoro azotato. Cipolla e pomodoro sono elementi ricorrenti di questa cucina dove il pesce non è mai protagonista in solitaria. Il Batu fa pochissimi posti e offre un servizio da ristorante che potrebbe vantare già la seconda stella, nonostante aspetti ancora la prima. Il percorso di ingresso è un concept pensato per riportare la percezione al campo, all’ortaggio. Al posto del caviale le lenticchie, su un cucchiaio di finger food troviamo le fragole al posto della tartare di tonno, la cipolla maturata al posto della seppia e una salsa di estratto di peperone a sgrassare.

L’omaggio al miracolo di San Pietro che a Taormina salva San Pancrazio da un piatto avvelenato grazie a un ramoscello di ulivo, lo troviamo nell’amuse bouche di ingresso con un medaglione di patate che rompendolo mostra il “giardino” sottostante con tartufi ed erbe selezionate.

Tra le proposte più rappresentative, invece, spicca il percorso “Luca, ago e filo”, un itinerario su misura che cuce i sapori intorno ai desideri dell’ospite.   

In queste 5 portate troviamo anche il fusillotto con anguilla affumicata, scampo, riccio e gambero sopra un letto di vellutata di fagioli. Un piatto che emoziona grazie al grande equilibrio tra sapidità, terra e mare. Stesso pathos per lo scampo al barbecue con gelato ai tenerumi. Siamo circondati dal lusso in ogni dove qui al San Pietro ma i piatti di Luca Miuccio parlano anche di sostenibilità e ingredienti poveri.

Mandorle e acqua di ostrica sono il letto su cui poggia il branzino in crosta. L’ultimo piatto, il migliore prima del pre-dessert e dessert su cui non ci dilunghiamo perché abbiamo trattato lo speciale sul nuovo numero di Italia Squisita con il focus sulle innovazioni della pasticceria siciliana. Ritroviamo proprio il dessert di Miuccio a base di camomilla e cioccolato di Modica. In abbinamento un nerello mascalese in purezza rosato di Girolamo Russo, giovane, biologico e dai sentori di ciliegia e agrumi. Per noi è Tavola Rossa in Guida, l’ultima aggiunta di questo 2026, tappa obbligata per un luogo dove lusso e ammirazione per la memoria contadina siciliana si incontrano facendo l’amore.

A cura di Santi Cautela

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