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Pericoli incendi per il Mish Mash? La società concessionaria chiude il passo per il Carciofo

L’allarme lanciato dal WWF ha fatto drizzare le antenne degli imprenditori del Capo. Oggi molti turisti si sono trovati un cartello con divieto di accesso nella stradina che dal Capo conduce ai laghetti di Venere. Ma non era pubblica quella strada?

Andiamo con ordine. Le proprietà della Fondazione Lucifero che insistono su tutto il Capo, sono pubbliche, non private. Sono una Ipab, istituzione pubblica di assistenza e beneficienza. Un ente pubblico controllato dalla Regione, cui viene devoluto il patrimonio in caso di scioglimento della stessa Lucifero.

Tutta quell’area è divenuta privata poiché data in concessione a un privato esattamente come, sul demanio, si danno le concessioni ai lidi balneari. Quella parte del Capo non è del Comune e neanche dell’Area Marina Protetta che dispone di una piccola area cosiddetta “ex casermette”. Ma è della stessa Fondazione Lucifero che ha dato concessione a una società di ristorazione.

L’intera area in questione si trova alle spalle di questo noto locale che paga il canone e da anni si occupa di tener pulito il selciato. L’area in concessione arriva fino alle scale per le Piscine di Venere per intenderci e viene tutt’ora sfruttata per le foto nei matrimoni. Tutto questo parlare di incendi/incidenti con tutta probabilità, deve aver messo in guardia i gestori che hanno quindi deciso di chiudere il transito (la concessione glielo permette). Il Mish Mash avrebbe portato centinaia di persone in un’area che sembra essere la Nuova Guinea con dei confini disegnati male e in tempi assai lontani.

Se dovesse succedere qualcosa di chi è la responsabilità? Dei militari che detengono l’area del Faro? Dell’Area Marina che detiene potestà su un piccolo pezzo quasi recintato? Del Comune che però in quell’area non ha pertinenza? Oppure della Fondazione Lucifero e, quindi, della società privata che paga il canone e che vede i suoi confini affacciarsi in mezzo a questo scenario da Risiko?

Il risultato è questa mattina sotto gli occhi di tutti: nella confusione generale si chiude. E così ci perde Milazzo, il suo turismo e i suoi cittadini. Troppi galli nel pollaio… e alla fine anche il Mish Mash potrebbe saltare.

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