Assovini Sicilia a FINE Italy 2026: l’enoturismo siciliano conquista i mercati internazionali

Dieci cantine dell’associazione protagoniste a Riva del Garda. Il 61,4% delle aziende vinicole siciliane ha registrato un aumento di visitatori nel 2025, mentre il 74,7% accoglie una clientela prevalentemente internazionale.

La Sicilia rafforza il proprio ruolo nel panorama internazionale dell’enoturismo, puntando su qualità dell’accoglienza, identità territoriale ed esperienze personalizzate. È questo il messaggio lanciato da Assovini Sicilia alla seconda edizione di FINE Wine Tourism Marketplace Italy, il marketplace B2B dedicato al turismo del vino che si è svolto il 27 e 28 ottobre a Riva del Garda.

L’appuntamento, organizzato dalla collaborazione tra Riva del Garda Fierecongressi e Feria de Valladolid, ha registrato una crescita del 30% rispetto alla prima edizione, riunendo 100 espositori italiani e internazionali e 90 buyer selezionati provenienti dall’Europa e dalle Americhe.

Per Assovini Sicilia, la manifestazione ha rappresentato un’importante occasione per promuovere l’offerta enoturistica dell’isola e consolidare i rapporti con operatori e tour operator internazionali.

Dieci cantine siciliane protagoniste a Riva del Garda

L’associazione ha partecipato all’evento con uno spazio dedicato e dieci aziende associate: Camporè, Cantine Pellegrino, Cantine Fina, Cottanera, Donnafugata, Duca di Salaparuta, Feudi del Pisciotto, Gorghi Tondi, Graci e Planeta.

Le cantine hanno presentato un’offerta sempre più articolata, capace di andare oltre la tradizionale visita in azienda con degustazione. Itinerari enogastronomici, esperienze personalizzate e percorsi alla scoperta del paesaggio e della cultura locale diventano, infatti, strumenti strategici per attrarre nuovi visitatori.

L’obiettivo è trasformare il vino in una porta d’accesso al territorio, mettendo in relazione produzioni d’eccellenza, patrimonio culturale e tradizioni. In questo modo, l’enoturismo può contribuire anche a superare la stagionalità dei flussi turistici, favorendo una distribuzione più equilibrata delle presenze durante l’anno.

A sottolineare il valore strategico di questo percorso è stata Elvira Amata, assessore regionale al Turismo, Sport e Spettacolo.

La partecipazione a FINE Italy, ha evidenziato l’assessore, conferma la volontà di portare la Sicilia ai vertici dell’enoturismo internazionale, facendo leva sul paesaggio, sulla cultura e sulla tradizione vitivinicola. Un modello che punta su un’accoglienza autentica e sulla valorizzazione del patrimonio enogastronomico regionale.

«L’enoturismo, una nuova chiave per vivere la Sicilia»

Tra i momenti centrali della manifestazione si è svolto il talk «L’enoturismo, una nuova chiave per vivere la Sicilia», dedicato alle opportunità offerte dal turismo del vino e alle nuove esigenze dei viaggiatori.

Al confronto hanno partecipato Simon Staffler, direttore di Falstaff Italia, e Federico Tosazzi, co-founder di ODEX e produttore di viaggi per WeRoad.

Secondo Staffler, la Sicilia possiede caratteristiche particolarmente adatte a intercettare le aspettative delle nuove generazioni: dal mare all’entroterra, fino alle aree montane, l’isola propone una straordinaria varietà di paesaggi, arricchita da un patrimonio enogastronomico e culturale di grande valore.

A fare la differenza sono anche la qualità dell’accoglienza e la capacità delle imprese vitivinicole di costruire esperienze che mettano in relazione prodotti, persone e luoghi. Un movimento dinamico e giovane, quello che sta interessando il comparto, che può contribuire a rafforzare la competitività della destinazione Sicilia.

Giovani viaggiatori e nuove esperienze digitali

Il cambiamento delle abitudini di viaggio rappresenta una delle principali sfide per le aziende vitivinicole. Come ha spiegato Federico Tosazzi, le nuove generazioni progettano sempre più spesso le proprie esperienze online, anche attraverso algoritmi e strumenti di intelligenza artificiale capaci di suggerire destinazioni in base a interessi e preferenze.

Per questo motivo, la classica degustazione formale non è più sufficiente a soddisfare tutte le aspettative. Cresce la domanda di proposte autentiche, flessibili e personalizzate, capaci di integrare la dimensione digitale con il contatto diretto con il territorio.

In questo scenario, il vino può diventare il filo conduttore di un viaggio che unisce cultura, storia, gastronomia e scoperta. La possibilità di vivere esperienze originali, condivisibili anche attraverso i social network, contribuisce inoltre a rendere la destinazione più riconoscibile e attrattiva.

Enoturismo in Sicilia: i dati confermano la crescita

A confermare le potenzialità del settore è il report 2026 «La Sicilia del vino che accoglie il mondo: enoturismo e sostenibilità per crescere», curato dal Centro Studi Enoturismo e Oleoturismo dell’Università LUMSA di Roma e rivolto alle aziende di Assovini Sicilia.

Secondo l’indagine, l’enoturismo siciliano ha raggiunto una fase di maturazione, con un posizionamento sempre più riconoscibile, legato all’autenticità, al paesaggio e alla possibilità di vivere esperienze dirette nelle aziende.

I dati più significativi riguardano l’andamento delle visite e la provenienza degli ospiti:

  • Il 61,4% delle cantine siciliane ha registrato un aumento dei visitatori nel 2025.
  • Quasi quattro aziende su dieci hanno superato i 2.000 ospiti all’anno.
  • Il 74,7% delle aziende dichiara di accogliere una clientela prevalentemente internazionale.
  • Il 91,7% delle cantine indica la fascia d’età compresa tra 30 e 50 anni come riferimento principale della propria clientela.

Il quadro evidenzia quindi l’interesse dei mercati esteri per le produzioni siciliane e per le esperienze costruite intorno al vino. Si tratta di un pubblico adulto, curioso e interessato a conoscere più da vicino le caratteristiche dei territori visitati.

Accanto alle visite con degustazione, inoltre, si stanno diffondendo nuove formule di accoglienza: picnic tra i filari, cene con il produttore, wine wedding e attività formative. Proposte che ampliano l’offerta delle cantine e permettono di raggiungere pubblici con interessi differenti.

Assovini Sicilia: fare sistema per valorizzare il territorio

La sfida per il futuro consiste nel trasformare la ricchezza paesaggistica e culturale dell’isola in esperienze turistiche riconoscibili, capaci di rispondere alle aspettative di un mercato in evoluzione.

Per Gabriella Favara, presidente di Assovini Sicilia, è fondamentale rafforzare la collaborazione tra le aziende e promuovere un’offerta integrata, in grado di valorizzare l’identità delle cantine e le peculiarità dei territori.

La partecipazione a FINE Italy 2026 si inserisce proprio in questa strategia: consolidare la presenza della Sicilia sui mercati internazionali, creare nuove opportunità di crescita per le imprese e sostenere un modello di turismo che unisce vino, cultura, paesaggio e sostenibilità.

L’enoturismo si conferma così una leva importante per la promozione della destinazione Sicilia. Un’opportunità per raccontare l’isola attraverso le sue eccellenze produttive e costruire esperienze capaci di lasciare un segno nei visitatori, contribuendo allo sviluppo del territorio durante tutto l’anno.

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