B Fest, Erice riunisce i borghi più belli della Sicilia: due giorni per costruire il futuro

La bellezza dei borghi siciliani diventa il punto di partenza per discutere del loro futuro. Sabato 10 e domenica 11 ottobre 2026 Erice ospita la prima edizione del Sicily B-Fest, il festival dei Borghi più belli d’Italia in Sicilia. Un appuntamento che riunisce i venticinque comuni della rete regionale e mette al centro la possibilità di continuare a vivere nei piccoli centri. Dietro il patrimonio di vicoli, piazze e tradizioni si pongono questioni decisive: servizi, opportunità professionali, istruzione e collegamenti. 

Il festival nasce per affrontarle attraverso il confronto tra amministratori, istituzioni, scuole e università. La manifestazione è organizzata dall’associazione regionale con il supporto del Comune di Erice, della Fondazione e Centro di Cultura Scientifica Ettore Majorana, della Fondazione Erice Arte e di Empeeria. 

L’obiettivo dichiarato è costruire collaborazioni capaci di accompagnare la rigenerazione dei territori. Per le comunità coinvolte, incontrarsi significa condividere esperienze e cercare risposte a difficoltà comuni, portando nel dibattito regionale il valore dei paesi e le esigenze di chi li abita ogni giorno. 

Il villaggio dei borghi tra sapori e tradizioni

La dimensione della festa trova spazio nel villaggio dei borghi, allestito in piazza Antonino Zichichi, con apertura annunciata dalle 10.00 alle 20.00 in entrambe le giornate. Qui il pubblico può avvicinarsi alle produzioni e alle identità dei territori, incontrando una Sicilia raccontata attraverso le sue eccellenze. 

La promozione coinvolge anche le attività economiche locali: il Comune di Castiglione di Sicilia, tra i partecipanti, ha invitato produttori e operatori turistici a contribuire con materiale informativo, prodotti tipici, dolciumi e vini da presentare e far degustare durante l’evento. È un esempio concreto del legame tra il festival e il lavoro delle comunità. 

Ogni prodotto porta con sé competenze, consuetudini e possibilità di impresa; ogni proposta turistica può diventare l’occasione per conoscere un territorio oltre la sua immagine più famosa. Il Villaggio offre quindi una porta d’ingresso ai borghi, suggerendo percorsi da approfondire anche dopo il fine settimana. 

Per i visitatori, l’incontro con queste realtà può trasformarsi nella scoperta di nuove destinazioni; per i paesi, nella possibilità di rendere riconoscibile ciò che producono e custodiscono. 

Scuola, turismo e nuove possibilità di abitare

Accanto agli stand, il B Fest propone un confronto sulle condizioni che rendono un borgo attrattivo per chi desidera restare o trasferirsi. Il programma dell’associazione comprende collaborazioni con scuole e università, riflessioni sulla transizione agroecologica, sul recupero dei terreni abbandonati e su nuovi modelli di residenzialità. 

Tra le esperienze presentate figura BorghiVivi Sicilia, sviluppato con Empeeria e Tony Cirnigliaro anche a partire dal Madonie Nomad Residency, con attenzione alla presenza di lavoratori da remoto nei piccoli centri. Il tema apre una prospettiva interessante: soggiorni più lunghi e nuove relazioni con le comunità possono ampliare il significato dell’accoglienza. 

Perché questa possibilità produca effetti duraturi, tuttavia, la qualità della vita quotidiana resta determinante. Abitare un paese significa poter studiare, lavorare, spostarsi e accedere ai servizi. Anche il turismo all’aperto, richiamato nella presentazione della manifestazione, entra in questa riflessione sul rapporto tra ambiente ed economia. 

La sfida consiste nel collegare le risorse dei territori a progetti sostenibili, capaci di creare opportunità senza indebolire il patrimonio paesaggistico e sociale che rende riconoscibili i borghi siciliani. 

La Carta di Erice per dare voce ai territori

Il passaggio centrale del festival è previsto domenica 11 ottobre, a mezzogiorno, con la firma della Carta di Erice. Il documento raccoglierà le indicazioni emerse dai tre tavoli dedicati a scuola, turismo e sviluppo territoriale. Tra le priorità annunciate figurano servizi sanitari di prossimità, trasporti locali e recupero delle abitazioni nei centri storici. Il confronto coinvolge sindaci, rappresentanti istituzionali e il mondo universitario, con l’intento di presentare alla Regione esigenze condivise. La Carta rappresenta dunque il risultato atteso delle due giornate, mentre la sua efficacia dipenderà dal seguito che avranno le proposte. 

Considerazioni finali

Per i piccoli comuni, una rete può aiutare a sostenere richieste che, affrontate singolarmente, rischiano di avere meno forza. Erice diventa così il luogo in cui la promozione della bellezza incontra il tema della responsabilità pubblica. Conservare un borgo richiede cura degli edifici e attenzione alle persone: famiglie, giovani, imprese e anziani. Il B Fest porta questa relazione al centro del dibattito, affidando al lavoro comune la ricerca di condizioni migliori per il futuro delle comunità siciliane. 

A cura di Elina Sindoni

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