La cantina Al-Cantàra si è aggiudicata il prestigioso titolo di Best Rosé Wine al 5StarWines the Book 2026, evento tenutosi nell’ambito del calendario di Vinitaly, totalizzando un punteggio di 93/100. Il verdetto è giunto al termine di una rigorosa selezione condotta da una giuria internazionale di altissimo profilo, composta da Masters of Wine, Master Sommeliers, diplomati WSET, esperti e ambassador VIA, enologi e giornalisti, che hanno operato tramite degustazioni alla cieca.
L’edizione 2026 di 5StarWines – the Book, giunta alla sua decima celebrazione, premia le etichette capaci di ottenere un punteggio minimo di 90/100, inserendole in una guida ufficiale. Per Al-Cantàra, questo primato è la conferma di un percorso identitario che lega indissolubilmente la produzione vinicola all’arte, alla poesia e al paesaggio vulcanico dell’Etna. Non si tratta dunque solo di un successo di etichetta, ma del riconoscimento di una visione culturale capace di rendere apprezzabile a livello globale l’essenza del territorio etneo.
Pucci Giuffrida, patron e anima dell’azienda, ha sottolineato il valore speciale di questo ennesimo riconoscimento: “Questo riconoscimento ha per noi un valore speciale. Già nel 2023 il nostro ‘Amuri di Fimmina e Amuri di Matri’ era stato premiato come miglior rosato d’Italia, e tornare oggi a vedere questo vino protagonista al 5StarWines – the Book conferma la solidità di un percorso costruito nel tempo, con coerenza, visione e fedeltà assoluta all’identità dell’Etna.” Giuffrida ha inoltre ricordato che Al-Cantàra è la cantina etnea che riceve più premi a Vinitaly da dieci anni, citando anche i riconoscimenti ottenuti quest’anno dal bianco da carricante ‘Luci e Luci’ e dal rosso da nerello mascalese ‘O’ Scuru O’ Scuru’.
Dal punto di vista tecnico, il risultato premia la capacità del vulcano di esprimere equilibrio anche in stagioni climatiche sempre più complesse. L’enologo Salvo Rizzuto ha osservato: “L’annata 2024 del Nerello Mascalese ha dimostrato come l’Etna, anche in stagioni calde e siccitose, sia capace di esprimere un prodotto resiliente, in grado di sfruttare al meglio le escursioni termiche. In questo rosato ritroviamo una spiccata mineralità, un frutto segnato da una buona maturazione e una lunghezza gustativa che restituisce energia, precisione e riconoscibilità territoriale”.
Il titolo di Best Rosé Wine 2026 assegnato ad “Amuri di Fimmina e Amuri di Matri” rappresenta pertanto un nuovo tassello nella storia di una produzione che eleva l’Etna non solo come terroir, ma come matrice culturale profonda, capace di dialogare con il mondo attraverso l’eccellenza del vino.
I prestigiosi riconoscimenti sono la prova tangibile della profonda evoluzione delle culture in cui ricerca e l’alta professionalità esprimono la vera chiave di volta del prodotto Etna.
La produzione dei rose, made Etna , determina un primato nelle nuove tendenze di vini facili da bere, direi:” minerali e rinfrescanti ,con gradazione alcolica ridotta” secondo le ultime tendenze del mercato.
David Filippo Anastasi
Condividi:
- Articolo
- Stampa (Si apre in una nuova finestra) Stampa
- Invia un link a un amico via e-mail (Si apre in una nuova finestra) E-mail
- Condividi su Telegram (Si apre in una nuova finestra) Telegram
- Condividi su Threads (Si apre in una nuova finestra) Threads
- Condividi su WhatsApp (Si apre in una nuova finestra) WhatsApp




