“C’è una crepa in ogni cosa ed è da lì che entra la luce” cantava Leonard Cohen. E di crepe, in Sicilia, purtroppo non ne mancano, non solo nel pieno senso della parola ma anche come parafrasi di una stato di mancato senso civico e cura per la grandezza che naturalmente Madre Terra ha donato ai suoi figli. Ed è qui, in questo spazio che, fortunatamente, si inserisce il lavoro costante, la cura aggraziata, il rispetto meticoloso di alcuni, capaci di irradiare di luce anche gli anfratti più bui, restituendo al territorio dignità e bellezza. Da questi dettami parte il racconto di Roberto e Lorenzo, siciliani non di nascita ma per vocazione, che in Val di Noto hanno messo radici creando un luogo che accompagna il patrimonio naturalistico senza trasformarlo.

Azalo Country House è il loro “albero” dai frutti magnifici e genuini, a pochi minuti da Noto, tra il respiro barocco e la carezza mediterranea, un piccolo lembo di Paradiso incastonato a Sud – Est, in cui l’architettura non sovrasta la natura su cui si adagia ma ne esalta il fascino millenario.
“Questo posto racconta quello che siamo”, esordisce Roberto Redaelli, socio fondatore e gestore della struttura insieme a Lorenzo Lurati. “E parla del progetto di vita che qui abbiamo voluto con forza – continua – della nostra idea di ospitalità, che non è solo il lusso opulento di una suite o di una piscina, ma del calore umano e della autenticità dei gesti che cerchiamo di trasmettere ai nostri ospiti.”
Diverse e complementari sono le esperienze che oggi hanno portato i due ad ascoltare i suoni dell’isola e a plasmarsi con essa.
Da una parte Lorenzo, un percorso professionale nella finanza svizzera e una lunga esperienza nella gestione turistica; dall’altra Roberto, ex manager e vicepresidente di un’importante multinazionale che ha viaggiato per il mondo assorbendone culture, usanze e costumi. La scelta coraggiosa di abbandonare comfort zone e stipendi floridi per ricominciare da zero e farlo dalbasso. Un investimento umano, prima che economico, che da imprenditori illuminati li porta a svolgere anche le mansioni più disparate, con grande rispetto e umiltà. Come loro stessi affermano, i compiti si dividono in base a loro modo d’essere: a Roberto l’aspetto più visionario, progettuale e a Lorenzo l’ambito operativo – organizzativo.
Roberto, perché la Sicilia, perché il Val di Noto? Tendenza o sentimento?
“Sentimento, decisamente. E amicizia. Pur essendo del Nord ho avuto dei genitori che mi hanno educato ad amare il Sud, dove sin da piccolo ho trascorso le stagioni estive. Con la Sicilia è stato amore da subito, per il paesaggio, per le persone. Noto era, sia per me che per Lorenzo, luogo d’incontro con amici provenienti da tutto il mondo, è qui che siamo riusciti a tenere vivi questi legami nel tempo. Così abbiamo deciso che era questo il posto dove volevamo stare, in questa seconda fase della nostra vita professionale e personale.
Lorenzo, dalla Svizzera alla Sicilia – con tutti i pro e i contro che ne conseguono – le capita mai di pensare “ma chi me lo ha fatto fare?”
“Onestamente no. Mi sveglio, mi sento a casa, respiro a pieni polmoni tutta la bellezza che mi circonda e mi sento bene. Ho mantenuto la mia attitudine imprenditoriale ma non temo di “sporcarmi e mani”, all’occorrenza. Qualche volta mi diverto a preparare la colazione ed anche questo è un modo semplice di trasmettere gioia agli ospiti. Per i nostri dipendenti, poi, credo che il miglior insegnamento sia l’esempio.
E, in effetti, l’aria che si respira da Azalo è pregna di quel senso di ospitalità rurale che è tratto tipico di una Sicilia autentica e senza fronzoli.
Il contatto con la natura costante, tra ulivi secolari – da cui un eccellente olio Evo di Moresca e Biancolilla – muretti in pietra, vegetazione endemica, sentieri e percorsi olfattivi configurano Azalo come un vero e proprio tempio meditativo e oasi di pace.
10 suite e una villa con piscina privata, più un’altra elegante piscina ad uso comune degli ospiti esaltano gli spazi esterni adornati da una vegetazione curata e armonica. La colazione, servita in grazioso terrazzo vestito di semplicità e grazia, non è mai uguale: l’offerta varia in base alla disponibilità del mercato e dei produttori locali.
Una struttura che diviene anche centro nevralgico e volano di comunicazione per tutte le eccellenze che “abitano” accanto e non solo: dal mare alla campagna, dal cibo al vino, da artisti a contadini, il Country Resort è tessuto connettivo e non elitario.
Non a caso Roberto e Lorenzo fanno parte di un’Associazione che include diversi operatori turistici che, pur essendo concorrenti, lavorano sinergicamente per cercare di destagionalizzare, creare connessioni e ottimizzare ciò che di buono c’è, cercando di equilibrare ciò che, al contrario, non funziona.
Su questa frequenza nasce il nuovo progetto Radix, lo spazio all’interno della struttura che si pone come forma di accoglienza,aprendo le porte di casa agli esterni per favorire scambio, relazione, inclusione e condivisione. Radix, il cui nome conduce all’essenza del Resort, richiama un ritorno alle origini, tra eventi musicali e percorsi enogastronomici e anticipa la stagione 2025 che vedrà la nascita del nuovo bistrot.
Se tutto questo non bastasse, è degli ultimi giorni la notizia di una storia a lieto fine che vede protagonisti proprio i due titolari di Azalo. Era mercoledì 21 agosto quando alle due di notte uno degli ospiti veniva colto da malore. Sopraggiunti nella stanza dei clienti Lorenzo e Roberto si sono trovati davanti un uomo in gravissime condizioni. E mentre Roberto si adoperava per chiamare in modo celere i soccorsi, Lorenzo, che ha studiato le manovre di primo soccorso, ha praticato per dieci minuti il massaggio cardiaco sull’uomo salvandogli, di fatto, la vita.
Una passaggio, anche questo, che andava raccontato perché se è vero che il talento e la dedizione vanno applauditi, la preparazione e la capacità di tenere i nervi saldi anche nelle situazioni più critiche sono certamente qualità da celebrare.
A cura di Giada Capriotti