Un giorno a Selinunte: itinerario alla scoperta di storia, mare e sapori

Selinunte, situata sulla costa occidentale della nostra bella Sicilia, è una destinazione perfetta per chi desidera trascorrere una giornata tra cultura, mare e buon cibo. Borgo marinaro, un tempo importante colonia greca, oggi affascina con le sue antiche rovine e la bellezza naturale del suo territorio.

Potevamo esimerci dal vivere un’esperienza culturale del genere? Ovviamente no! Venite con noi alla scoperta di questo luogo meraviglioso.

Un inizio alle porte del Parco Archeologico di Selinunte

Iniziamo la giornata con una visita in uno dei luoghi più importanti di Selinunte: il Parco Archeologico. Questo sito è il più grande d’Europa e si estende per ben 270 ettari, offrendo una panoramica incredibile sull’antica città greca.

Ci troviamo, increduli, immersi tra le rovine di templi, fortificazioni e antiche vie, dove il tempo sembra essersi fermato. Il parco si suddivide in diverse aree di interesse. La collina dell’Acropoli, situata su un promontorio, ospita i resti di imponenti templi e mura fortificate.

Passeggiando tra questi monumenti, è possibile immaginare la vita che vi si svolgeva secoli fa, fatta di piccole e grandi cose, abitudini ferme nel tempo e tramandate oggi ai siciliani. A nord dell’Acropoli si trova la collina di Manuzza, dove sorgeva l’Agorà, il cuore commerciale e politico della città.

Per chi ama la storia sacra, consigliamo di proseguire verso la collina Orientale, che ospita i tre grandi templi, testimoni della devozione degli abitanti di Selinunte agli dèi dell’Olimpo. Tra le aree da non perdere c’è anche la collina della Gaggera, dove si trovano: il Santuario della Malophoros e il Tempio di Hera Matronale.

Questo itinerario all’interno del Parco Archeologico offre un’esperienza unica, tra rovine cariche di storia e un panorama mozzafiato sul mare.

Un pranzo speciale a Selinunte

Dopo una mattinata di esplorazioni archeologiche, ci fermiamo in uno dei ristoranti o trattorie locali per assaporare le specialità della cucina. Tra i piatti imperdibili ci sono: le sarde a beccafico, la pasta con le sarde e il famoso couscous di pesce, piatto che riflette le influenze arabe sulla cucina locale. Il tutto accompagnato da un bicchiere di vino locale.

Dopo pranzo, andiamo verso la splendida Spiaggia La Pineta, una distesa di sabbia dorata e acqua cristallina, ideale per un pomeriggio di relax. L’area è adatta anche alle famiglie con bambini, grazie alle sue acque tranquille e ai servizi offerti dagli stabilimenti balneari.

Degustazione di vini: una nota finale di gusto

Per concludere la giornata in bellezza, ci dedichiamo a una degustazione di vini locali. Selinunte, come gran parte della Sicilia, è terra di grandi vini, ve li raccontiamo spesso nella sezione dedicata. Tra le etichette più rinomate, troviamo: il Kirón (Syrah), un vino rosso dal colore intenso con note di pepe nero e chiodi di garofano. Corposo e armonico, è perfetto per accompagnare piatti di carni rosse e formaggi stagionati.

A coloro che prediligono i vini bianchi, raccomandiamo di provare un calice di Calviano (Catarratto), uno dei vitigni a bacca bianca più antichi della Sicilia. Di colore giallo paglierino con riflessi verdognoli, questo vino è fresco, delicato e dal gusto mediterraneo, ideale con piatti di pesce o come aperitivo, da servire a una temperatura di 12°C.

Bonus: l’incanto del pesce

A Selinunte la mattina presto, è possibile assistere all’incanto del pesce. Ogni giorno alle 7:00, nella Piazza Scalo di Bruca, si svolge una tradizionale asta del pesce, dove i pescatori locali vendono il pescato della notte. Un’occasione imperdibile per osservare uno spaccato di vita quotidiana del borgo e magari, acquistare pesce fresco per una cena deliziosa.

Considerazioni finali

Un giorno a Selinunte offre un perfetto equilibrio tra storia, natura e tradizioni culinarie. Con le sue spiagge incantevoli, le antiche rovine e la sua genuina ospitalità, questa gemma della Sicilia occidentale è una tappa imperdibile per chiunque visiti l’Isola.

A cura di Elina Sindoni

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